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museo archeologico del territorio di populonia

Piazza della Cittadella, 8 (Piazza Cittadella)
57025 - Piombino

Il Museo è predisposto per visite guidate e progetti di ricerca, possiede aule e laboratori di archeologia sperimentale per gruppi e scolaresche. Sale per convegni, ambienti predisposti per manifestazioni ed esposizioni temporanee, lo rendono struttura versatile anche come centro di attività culturali. Il Museo offre la possibilità di ripercorrere la storia del popolamento del promontorio dalla preistoria ai giorni nostri. Il percorso espositivo si svolge nei primi due piani superiori del palazzo. Nel primo piano sono raccolte le ricche testimonianze dell'industria litica del paleolitico (sala 1), dove spicca un raro esempio di arte preistorica (un ciottolo con incisa l'immagine di un bisonte) e del neolitico (sala 2). La particolare vocazione dell'area della manifattura metallurgica è documentata dalla ricostruzione di un forno per la fusione del rame di età eneolitica (sala 3), proveniente dal villaggio di San Carlo, nell'entroterra di San Vincenzo. La sala 4 è dedicata agli insediamenti dell'età del bronzo, tra cui spiccano i reperti provenienti dal villaggio di Poggio del Molino e della vicina necropoli di Villa del Barone.Nella sala 5 troviamo un raro esempio di matrice per la fusione di oggetti di bronzo e del ricco corredo della tomba I della necropoli di Poggio del Telegrafo. Tra i corredi funerari esposti spiccano, per la ricchezza e la varietà degli oggetti, la Tomba delle Oreficerie (sala 6) e quella detta dei Vasi Fittili (sala 7), ricche di ceramiche di importazione greca (Corinto, Samo, Atene, Rodi). L'ultima sala (8) è dedicata alle dinamiche del popolamento del territorio tra IX e VII secolo. Il grande salone del II piano (sala 9) illustra le dinamiche che portano al sorgere e allo svilupparsi della città. Spicca la raffinata serie di manufatti della tomba 14 della necropoli delle Grotte, uno dei più suggestivi esempi di paesaggio funerario dell' Etruria settentrionale, attualmente visitabile all'interno del Parco Archeologico di Populonia. Tra III e II secolo a.C. il rapporto privilegiato che lega Populonia a Roma determina la fioritura di imponenti complessi templari, che ancora oggi caratterizzano l'aspetto dell'acropoli dellà città: le rovine di un grandioso tempio (la cui ricca e pregevole decorazione archittetonica è esposta nella sala 10) e le imponenti costruzioni del complesso denominato Le Logge. Il simbolo del Museo è la celeberrima Anfora d'argento di Baratti. L' Anfora fu recuperata casualmente nel marzo del 1968, quando rimase impigliata nell' ancora di una barca nl tratto di mare tra porto Baratti e San Vincenzo. Realizzata in argento quasi puro, si inserisce bene in una tipologia di manufatti di lusso prodotti in epoca romana e tardoantica. Rimane problematica la determinazione dell' epoca e del luogo in cui venne prodotta. L' ipotesi più probabile sembra essere quella di una manifattura della fine del IV secolo dopo Cristo ad Antiochia di Siria. Al termine del percorso museale si trova la copia che Edilberto Formigli ha modellato sull' originale dell' Apollo di Piombino. La statua, che si trova al museo del Louvre di Parigi, fu rinvenuta al largo di Baratti nel 1832, presso la Punta delle Tonnarelle. Gli studiosi giudicano l' Apollo come opera greca degli inizi del V secolo a.C. o romana della prima età imperiale.

orario feriale: 10-19

telefono 0565 221646
telefono 0565 226445
fax. 0565 260857

museocittadella@parchivaldicornia.it
www.parchivaldicornia.it


 


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